L'arte della guerra (Sun Tzu)

By Sara Ferrari - maggio 07, 2017

Con l’ordine affronta il disordine.
Con la calma affronta l’irruenza.
Questa è l’arte di padroneggiare la mente.


Titolo: L'arte della guerra
Autore: Sun Tzu
Editore: Mondadori (2011)
Prezzo: 8.00 €
N° pagine: 222

Circa 2300 anni fa, in Cina, venne composta L'arte della guerra. Attribuita a Sun Tzu, patriarca di una stirpe militare, in verità è la trasposizione scritta del sapere e della saggezza collettiva di un gruppo di generali.
È uno dei trattati di strategia militare più antichi e forse più autorevoli della storia umana. Nei secoli infatti è diventato un vero e proprio manuale per tutti coloro che vogliono cambiare il proprio modo di affrontare i conflitti, non solo militari, ma anche contese in affari o più semplicemente questioni della vita quotidiana.

La grandezza de L'arte della guerra sta nei sui insegnamenti.

Una delle più grandi e scomode verità alla quale ci mette davanti è che il conflitto è parte integrante della vita umana.
Sebbene a volte riusciamo a evitarli, dobbiamo comunque fare i conti con la realtà che viviamo in un mondo in cui è impossibile ignorare i conflitti, ed è quindi fondamentale imparare a gestirli senza ignorarli o negarne l'esistenza.
Ma come farlo?
Sun Tzu ci dà la risposta nella conoscenza di noi stessi e di chi abbiamo di fronte.
Tale conoscenza deriva da una saggezza che si manifesta semplicemente essendo noi stessi e sentendoci a nostro agio con la nostra identità. Questa saggezza non ha origine da chissà quale forza esterna, ma è già dentro di noi e tutto ciò che ci serve per manifestarla è la nostra intelligenza di essere umani, l'attenzione al presente e l'apertura verso il mondo.

Nessuno può dirci come agire:
Questi sono gli stratagemmi militari vittoriosi dei nostri avi. Non possono essere tramandati in anticipo.
Un'altra grande verità: siamo soli.
I nostri conflitti e i nostri problemi ce li dobbiamo risolvere da soli con le nostre forze, tenendo conto dell'imprevedibilità del presente. Possiamo leggere tutti i trattati che vogliamo e chiedere tutti i consigli che possiamo, ma arrivati alla fine dei conti, i mezzi per la vittoria sono qui e ora, perchè le sue condizioni esistono solo nel presente.
Un risultato superiore consiste nel conquistare intero e intatto il paese nemico.
Sun Tzu ci insegna a gestire il conflitto in modo profondo e non distruttivo: cioè conquistare senza aggredire, cercando di mantenere intatte sia le nostre forze che quelle dell'altro, per il semplice motivo che una vittoria del genere lascia qualcosa su cui costruire.
Una visione come questa è incredibilmente altruistica: se ci pensiamo un attimo, la distruzione porta solo a dolore, sulla quale si cerca di costruire una pace imposta, che condurrà ad altra guerra e ad altra morte. La vera vittoria sta quindi nel rispetto dell'umanità del nemico, della sua intelligenza e del suo modo di vedere il mondo.
Si arriva alla conclusione che non stiamo parlando della vittoria di una parte sull'altra, ma di qualcosa di più grande, che va oltre gli interessi personali. È una vittoria che abbraccia tutti gli aspetti del mondo e per questo Sun Tzu ci impone cautela, di contare fino a 10 prima di agire, perché non si torna indietro:
Il sovrano non scateni una guerra per sfogare la propria ira.
Il generale non dia battaglia per via del proprio rancore.
[…]
La rabbia può trasformarsi in gioia,
Il rancore può trasformarsi in delizia,
Ma uno Stato estinto non può tornare a vivere,
Né un morto può tornare in vita.
In conclusione possiamo dire che L’arte della guerra è un libro che deve essere letto, ma di certo non sarà facile capirlo.
La visione di Sun Tzu è quella dell’antica Cina: un mondo composto da diversi elementi tutti connessi tra loro, che si muovono e influenzano a vicenda. Una visione molto lontana dalla nostra e quindi che ci appare molto difficile da cogliere e altrettanto complicata da applicare, quasi un’utopia, ma questo di certo non ne sminuisce la portata.

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