Schiavi della tecnologia?

By Sara Ferrari - maggio 16, 2017

Questa rubrica nasce in una notte insonne. Una di quelle notti dove proprio non riesci a dormire e allora ti attacchi al telefono e inizi a sbirciare qua e la cose a caso!


Questa notte, (quella in cui butto giù una prima bozza di come potrebbe essere questo articolo), mi sono imbattuta in una realtà veramente sconvolgente: il suo nome é Blue whale. Le Iene ne hanno fatto un servizio poco tempo fa, [Clicca qui per vedere il video del servizio de Le Iene], se non siete particolarmente impressionabili andate a vederlo per capire di cosa sto parlando, per quelli che non se la sentono, perchè sono comunque immagini forti, spiego brevemente di che si tratta: Blue whale, letteralmente "balenottera azzurra" è un gioco, se così possiamo chiamarlo, che nasce su VKontakte (il Facebook russo), ma che in breve tempo si è diffuso in altri paesi come Brasile, Inghilterra, Spagna e forse anche in Italia.
Dietro al "gioco" ci sono persone, che si fanno chiamare tutor o curatori, che impongono alle vittime 50 regole per 50 giorni. Alcune possono sembrare apparentemente innocue, come quella che impone di alzarsi alle 4.20 del mattino per guardare film horror, ma che unite alle altre portano a una rapidissima manipolazione e all'ultimo atto di follia pura, il suicidio, che deve rigorosamente essere filmato.
Come ho detto prima tutto nasce sui social, lontano dagli occhi dei genitori, infatti le vittime sono giovanissime, dai 9 ai 17 anni al massimo.     

Tutta questa faccenda mi ha fatto venire in mente una frase che ho letto migliaia di volte in rete:
Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti.
La domanda che mi sono posta all'inizio è stata: quanto si può essere idioti per buttarsi da un palazzo per gioco?
Andando più a fondo nella questione ho scoperto altre cose: come il fatto che il creatore di questa cosa non sia del tutto a posto col cervello, ma questo di certo non stupisce, (vi rimando a un articolo de Il Messaggero dove è riportata la sua dichiarazione, non so a voi ma a me ricorda un signore tedesco con i baffetti); ma la cosa che più mi ha sconvolto è che a prenderne parte non sono persone con problemi di socializzazione o depressione, ma ragazzi normalissimi, amati dalle famiglie e con tanti amici, che il più delle volte sanno quello sta succedendo ma non fanno nulla per fermarlo, anzi, fomentano la cosa facendo sentire il partecipante al gioco un eroe.

Se un "gioco" online può portare una persona a fare questo in che razza di mondo viviamo? Perché siamo diventati così stupidi? Perché non riusciamo più a capire cos'è giusto e cos'è sbagliato?

Forse tutta questa tecnologia ci ha fatto fare un passo indietro e non uno avanti, perché siamo talmente succubi di questo mondo finto che spesso non ci rendiamo conto di quello che facciamo e di quello che conta davvero! Esiste forse qualcosa di più importante della vita?

Forse basterebbe spegnere il telefono e uscire di casa.
Forse dovremmo disintossicarci un po' da tutta questa tecnologia che ci sta rendendo dei veri imbecilli! La cosa più importante non é più vedere un concerto, un film al cinema o uscire con gli amici, ma taggarci su facebook al concerto e al cinema o fare una foto alla pizza che stiamo mangiando su Instagram. 

Io nel dubbio ora spengo il computer e vado a fare una passeggiata.

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