Storie della buonanotte per bambine ribelli (E. Favilli - F. Cavallo)

By Sara Ferrari - maggio 10, 2017

Alle bambine ribelli di tutto il mondo:
sognate più in grande,
puntate più in alto,
lottate con più energia.
E, nel dubbio, ricordate:
avete ragione voi.


Titolo: Storie della buonanotte per bambine ribelli
Autore: Francesca Cavallo, Elena Favilli
Editore: Mondadori (2017)
Prezzo: 19.00 €
N° pagine: 211

C'era una volta... una principessa? Macché! C'era una volta una bambina che voleva andare su Marte. Ce n'era un'altra che diventò la più forte tennista al mondo e un'altra ancora che scoprì la metamorfosi delle farfalle. 

Questo libro l'ho comprato per curiosità. Ne sentivo parlare spesso, lo vedevo ovunque e così l'ho preso.

Storie della buonanotte per bambine ribelli ci mette di fronte a 100 brevissime storie di donne che nel loro piccolo hanno fatto la differenza. Si passa da personaggi ben noti, come Caterina la Grande, Rita Levi Montalcini e Margherita Hack, a persone meno note (almeno per me), come Brenda Chapman (in assoluto una delle mie storie preferite), Claudia Ruggeri o la piccola Coy Mathis.
Le storie spaziano dalla scienza alla letteratura, dallo sport alla politica, in un arco temporale che va dall'Antica Grecia all'era di Google.
È un libro che nella sua semplicità è completo: la scrittura è veloce e facile, ma comunque importante. Tutto completato da illustrazioni incredibilmente belle e da colori sgargianti, che invogliano alla lettura (alcuni hanno criticato persino questo aspetto, ma in fin dei conti dobbiamo pensare che i libri sono fatti per essere venduti).

In tanti, me compresa, lo amano, ma tanti altri lo hanno attaccato aspramente. Una delle critiche più importanti è stata quella di Michela Murgia, che ha stroncato il libro nello spazio televisivo di Quante Storie su Rai 3. La Murgia ci dice che "nonostante le buone intenzioni è un'occasione mancata" principalmente per 3 motivi:
  1. Destinatari: si rivolge solo alle bambine. Nel senso che sembra che le storie con protagoniste femmine vanno raccontate solo alle femmine, mentre quelle con protagonisti maschi vanno raccontate a tutti. Una visione che la Murgia reputa sessista. 
  2. Linguaggio: è troppo complicato e banalizza i contenuti, più adatto agli adulti che ai piccini. 
  3. La scelta delle storie: alcune fiabe sospenderebbero il giudizio morale. Murgia riporta l'esempio della storia di Margaret Thatcher, che viene presentata come una donna ammirevole, nonostante abbia fatto scelte che hanno messo in ginocchio il suo paese. Conclude il discorso dicendo che le fiabe servono a dare strumenti morali ai più piccoli. 
Personalmente non mi sento di essere del tutto d'accordo con quanto affermato. Ritengo che il titolo non sia azzeccatissimo, io lo avrei chiamato semplicemente "Bambine ribelli" o qualcosa del genere, ma questo di certo non mi fa dire che sia rivolto solo alle bambine. Stiamo parlando di un libro per l'infanzia, quindi una categoria di "lettori" che non sa leggere. Penso che spetti al genitore introdurlo anche ai figli maschi, per fargli capire il profondo significato del libro stesso, cioè che una bambina non è inferiore solo perchè è femmina. Non sono solo i principi a salvare le principesse, ma le principesse si sanno salvare perfettamente da sole. Lo stesso discorso lo faccio per il linguaggio: io non l'ho trovato particolarmente complicato, certo non nego che alcuni punti potrebbero sollevare qualche dubbio da parte dei bambini, ma questo non succede anche con altre fiabe? Sta nuovamente al genitore risolvere le perplessità dei figli, spiegando il significato di determinati concetti e parole.
Per quanto riguarda il giudizio morale, siamo tutti d'accordo che le fiabe servano a dare degli strumenti morali ai più piccoli, ma io la sospensione di cui parla la Murgia non l'ho trovata. Riprendendo l'esempio della storia di Margaret Thatcher, la trovo molto bella, perchè ci introduce il concetto che non sempre si prende la decisione giusta e quando succede dobbiamo fare i conti con le conseguenze delle nostre azioni, momento in cui bisogna tirare fuori la vera forza.

Scrivendo questa recensione mi è tornato alla mente un ricordo di mia nonna, la classica signora emiliana, con grembiule e fazzoletto in testa, che mentre tirava la sfoglia con tutta la forza che aveva mi diceva: sesso debole? Ma fammi il piacere!
E aveva ragione!

Storie della buonanotte per bambine ribelli racconta di coraggio, di forza e di persistenza.
È un libro che ci ricorda quanto importante sia combattere per quello in cui crediamo, indipendentemente dal sesso o dall'appartenenza sociale.
È un libro che parla di donne, ma non per questo è solo per loro, è per bambine e bambini, ragazze e ragazzi, donne e uomini, madri e padri, nonne e nonni. Insomma, è un libro per tutti.



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