Il signore delle mosche (W. Golding)

By Sara Ferrari - giugno 25, 2017

Se si ha paura di qualcuno, lo si odia, ma non si può fare a meno di pensarci. Ci si persuade che non c'è niente da temere, e poi quando lo si rivede...è come l'asma, che non lascia respirare.


Titolo: Il signore delle mosche
Autore: W. Golding
Editore: Mondadori (2016)
Prezzo: 12.00 €
N° pagine: 293

QUESTA RECENSIONE CONTIENE SPOLIER

Un gruppo di ragazzi inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un'isola deserta e si trasforma in una tribù di sanguinari selvaggi dai macabri riti.

L'uomo è cattivo!
È proprio su questa scomoda realtà che William Golding costruisce la sua celebre opera.
Durante una guerra non precisata, dopo un'evacuazione, un aereo inglese precipita su un'isola deserta nel mezzo del Pacifico, costringendo un gruppo di ragazzini a doversela cavare come meglio può.
Ancorati all'educazione ricevuta dalle rispettive famiglie, cercano di mettere in piedi una comunità organizzata sui presupposti della società adulta, il problema è che manca la consapevolezza dei "grandi" e quindi tutta l'impalcatura si rivela essere fine a se stessa. Quando subentra la paura il sistema degenera, la ragione cede il posto all'istinto animalesco e a una vera e profonda brutalità.

Il signore delle mosche si rivela essere un libro estremamente istruttivo per la semplicità e la maestria con cui descrive la nascita del totalitarismo: i bambini si ritrovano a vivere su un'isola che offre cibo, acqua e un riparo, ma che incute anche timore perchè non sanno se saranno mai salvati e soprattutto non sanno cosa si nasconde tra gli alberi (una paura che si manifesterà contro un'oscura bestia).
È in questo contesto che tra i due leader, il razionale Ralph e l'istintivo Jack, avrà la meglio quest'ultimo, che approfittando della paura dei suoi compagni propone di combattere e sconfiggere la belva, ma allo stesso tempo sarà lui a mantenerla in vita, facendola diventare una specie di idolo da tenere a bada con sacrifici e lo fa proprio perchè la sua leadership si basa sulla paura e senza questa le basi del suo potere crollerebbero.
Il tiranno è proprio colui che cavalcando l'onda della paura collettiva propone una soluzione estrema per eliminarla e la comunità chiude un'occhio sulla brutalità dei metodi. È comunque un potere che non può avere vita lunga, perchè prima o poi la società riacquista una consapevolezza che le permette di ribellarsi al giogo del leader, consapevolezza che nel romanzo si rivela con l'arrivo di un capitano venuto per portare in salvo i ragazzi.

Concludendo Il signore delle mosche è un vero manifesto alla concezione pessimistica dell'essere umano. La cosa che più sconcerta è che i protagonisti non sono adulti, ma bambini, gli innocenti per eccellenza.
È comunque un libro che ho adorato e lo consiglio, ma se cercate un bel lieto fine non credo sia proprio indicato.

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