Prendiluna (S. Benni)

By Pagine e Parole - luglio 05, 2017

Ogni notte è meravigliosa quando torni vivo da un campo di battaglia, o esci da un ospedale, o lasci una prigione, bella è la gioia degli campati, dei guariti, dei salvi, anche se sarà breve.


Titolo: Prendiluna
Autore: Stefano Benni
Editore: Feltrinelli (maggio 2017)
Prezzo: 16.50 €
N° pagine: 212

Una notte un gatto fantasma affida a Prendiluna, una vecchia maestra in pensione, una Missione da cui dipendono le sorti dell'umanità. I Diecimici devono essere consegnati a dieci Giusti. È vero o è un'allucinazione? 

La storia inizia con Prendiluna, un'adorabile vecchietta che riceve la visita di Ariel, il fantasma del suo amato gatto. Il micio le affida l'importantissima missione di salvare il mondo e per farlo deve consegnare i Diecimici a dieci Giusti: persone buone e degne, ma che comunque si rivelano essere imperfette, ma in fin dei conti chi non lo è!?
Inizialmente noi come lettori ci limitiamo a seguire gli spostamenti di Prendiluna, intenta a portare a termine il suo compito, e lungo la strada conosciamo i Giusti: il Guidator Gentile, Clotilde, Fiordaliso ed Enrico il Bello
E poi ci sono Dolcino l'Eretico e Michele l'Arcangelo (ex alunni di Prendiluna e ospiti di una clinica di salute mentale), impegnati nella ricerca della loro vecchia maestra, l'unica capace di condurli dal Diobono. Il loro intento è quello di punire Dio per tutto il dolore che ha causato all'umanità. 
I tre destini si incontreranno nell'Università Maxonia, sede della pericolosa setta degli Annibaliani, guidata dal misterioso Chiomadoro

C'è una sottile linea di confine tra la realtà e il mondo dei sogni, tra il possibile e l'impossibile, e la mossa vincente di questo libro sta proprio nel non permetterci di capire quando questa viene varcata. Stiamo sognando o siamo svegli? Ci ritroviamo a seguire una vecchietta con una valigia piena di gatti e facciamo il tifo per due malati mentali alla ricerca di Dio.  

Mi sento di dire che Stefano Benni è geniale: ci descrive un mondo crudele, governato da un Dio altrettanto cattivo; i suoi personaggi hanno vissuto, visto e fatto cose terribili, ma in tutto questo buoi ci regala poesia e speranza con una leggerezza tale da strapparci un sorriso dalla prima all'ultima pagina.
Si fa sul serio, ma con poca serierà. 

Concludendo posso dire che è un libro che consiglio a tutti perchè ha tutto: mi ha fatto ridere con i suoi improvvisi momenti di delirio, mi ha impietosita raccontandomi la rabbia di Aiace, rattristata davanti alle vicende di Hamlet e mi ha fatto riflettere nei meravigliosi momenti di poesia che solo Benni sa regalarmi.  



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