Uno sterminio di stelle (L. Macchiavelli)

By Pagine e Parole - settembre 20, 2017

Il tempo sistema gli avvenimenti. Anche i più sgangherati. Lo faccia per il nostro meglio o per il nostro peggio, è un altro discorso. 

Autore: Loriano Macchiavelli
Titolo: Uno sterminio di stelle
Editore: Mondadori (giugno 2017)
Prezzo: 19.00 €
N° pagine: 315

"Bologna non è più la stessa, la gente non sorride più." È da qualche tempo, precisamente dall'anno del terremoto in Emilia, che Sarti Antonio, sergente, va ripetendo con tristezza questa frase. A dargli ragione ancora una volta arrivano i fatti.
Si sta occupando della scomparsa di Nanni Rolandina, una bella ragazzi di anni 19 e occhi turchini, quando viene chiamato d'urgenza dal cantiere del nuovo stadio del Bologna che sorgerò nella località archeologica di Villanova, dove Rosas ha fatto una scoperta interessante. Dagli scavi sono emerse 13 mummie di epoca etrusca, perfettamente conservate. Alcuni particolari risultano subito inquietanti. Intanto i corpi superano i due metri di altezza, hanno il cranio enorme e dodici di loro hanno i femori spezzati come se fossero stati sottoposti a un antico rito funebre. Ai piedi di una delle mummie c'è un omphalos, una pietra con l'incisione di un demone che impugna una mazza. 
Il mattino dopo Sarti Antonio è convocato al cantiere per una macabra novità: nella notte i cadaveri sono diventati 14. Accanto alle mummie c'è il corpo dell'architetto Bonanno, progettista dello stadio e direttore dei lavori. Anche lui ha i femori spezzati. E anche ai suoi piedi c'è una pietra ricoerta di segni enigmatici. 
Chi odiava così tanto l'architetto da inscenare una cerimonia ancestrale? E Rolandina, la ragazza che ha fatto perdere le sue tracce, ha qualcosa a che fare con il mistero?

E dopo 5 lunghi anni di assenza è finalmente tornato!
Sarti Antonio è un questurino che non passerà mai alla storia. E come potrebbe? Non ha niente che gli attribuisca l'immortalità: ha la colite spastica di origine nervosa, è fissato con il caffè e non ha nessun acume culturale per emergere.
Loriano Macchiavelli ha creato un personaggio che potrebbe tranquillamente essere definito come "un tipo qualunque", eppure chi lo conosce non può fare a meno che affezionarsi a lui, perchè è più di quello che sembra.
Chi segue l'autore e le vicende del questurino bolognese si sarà reso conto che questo non è il solito libro su Sarti Antonio. Le differenze dai precedenti si colgono subito: è più fiacco, più lento e mi dispiace davvero dirlo ma è anche più noioso.
Forse è dovuto proprio alle parole di Sarti Antonio stesso: "Bologna non è più la stessa, la gente non sorride più". In fin dei conti come possiamo dargli torto? La società è evidentemente cambiata.
Ma forse è cambiato anche l'autore stesso. Macchiavelli non è più un giovinetto e forse questo si ripercuote su come scrive, portando la sua narrazione a diventare un po' da "brontolone".
A parte questo aspetto non posso dire che sia un brutto libro. È caratterizzato da quel sottile velo di ironia che negli anni ha sempre contraddistinto i libri del questurino.
La cosa che più di tutte amo dei libri di Sarti Antonio è il narratore: questa voce onnipotente e onnipresente che quasi sembra interagire e interferire con la storia che racconta, ma senza mai entrarci pienamente; si esaspera persino quando il suo protagonista fa qualcosa che non dovrebbe. 

Nonostante abbia impiegato molto più tempo del previsto per finirlo e qualche piccola critica, ritengo che sia comunque un libro che meriti di essere letto: la lettura è piacevole e scorrevole e non si può fare a meno di innamorarsi dei personaggi, ma manca qualcosa.
Però non ti preoccupare Loriano, io continuo ad essere una tua fan.



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