Il coraggio di essere liberi (V. Mancuso)

By Pagine e Parole - ottobre 16, 2017

Hai, o vuoi avere, il coraggio di essere libero?


Autore: Vito Mancuso
Titolo: Il coraggio di essere liberi
Editore: Garzanti (ottobre 2016)
Prezzo: 16.00 €
N° pagine: 152

"Esiste veramente la libertà? e se esiste, dov'è? Com'è? Come definirla? Se invece non esiste, perchè tutti ne parlano, la ricercano, la pretendono?"

Il concetto di libertà nasce in Grecia. Una delle prime testimonianze viene da Eschilo che afferma che gli esseri umani non sono liberi nel senso di indipendenti da un potere politico, ma sottostanno a potenze più grandi di loro a cui devono rendere conto. Da qui ne esce una visione del mondo dove gli uomini sono personaggi, in parte responsabili perchè liberi e in parte innocenti perchè imprigionati in una rete di circostanze che determinano la loro azione.
"Ma ora io domando a me stesso: se non sono schiavo di nessuno in ambito politico, come i greci si vantavano di essere e io pure con loro, perchè non dovrei essere libero anche a livello personale?". Dopo tutto se non c'è libertà personale, non c'è neanche quella a livello politico.
Secondo Mancuso il mondo si presenta come un enorme palcoscenico su cui ognuno di noi si esibisce indossando le diverse maschere che l'esistenza gli impone. È una condizione che non rimanda all'ipocrisia, ma all'assenza di libertà. Indispensabili per la libertà sono la solitudine, dove non indossiamo la maschera, e le relazioni, dove la portiamo consapevolmente. Non è però così facile come sembra, serve coraggio. La posta in gioco sta nell'idea di umanità: "sostenere che in noi possa esistere quella condizione particolare detta libertà, significa collocare l'umanità in una posizione del tutto singolare rispetto alla totalità degli altri viventi, coltivando una visione del mondo aperta".

Essere liberi porta però a non poche obiezioni, come la "dittatura del desiderio", prendendo come esempio l'amore, Mancuso dimostra che è una forza irresistibile che di fatto imprigiona la libertà. Altra obiezione è la difficoltà con cui si ottiene la libertà e il fatto che gli uomini, per quanto possano desiderarla, la temono a tal punto da preferire di essere schiavi.
La libertà è spesso concepita come assenza di schiavitù. Le forme più insidiose di schiavitù sono quelle interiori perchè danno l'illusione di essere liberi: tutti noi riteniamo di fare ciò che ci va, ma questa autonomia non è detto che conduca alla libertà, anzi è più probabile che porti a una serie di obblighi verso i gusti e le tendenze. Questo discorso vale anche per il nostro carattere, che determina quello che siamo, e le nostre idee, che ci schiacciano al punto da condizionarci.
Per Mancuso la libertà di una persona viene dalla fedeltà a se stessi, intesa come corpo, carattere e idee. "Se ci consideriamo in quanto corpo e in quanto psiche, noi esseri umani non siamo per nulla liberi; è solo se ci consideriamo in quanto spirito che possiamo giungere a esserlo".
Solo nel dominio dello spirito ha senso parlare di libertà, intesa come la possibilità di scelta e autodeterminazione.
Il cammino verso la libertà parte dalla liberazione dalle strutture e dalle persone che ci hanno cresciuto, imponendo il loro pensiero. Poi la libertà matura quando si impara a dire di no ai propri capricci. Ma la condizione indispensabile è che la libertà venga attratta da qualcosa di più grande, qualcosa che ci porti a dire sì. Questo sì conduce a una trasformazione radicale, la mente si apre, ma è comunque importante che non sia troppo grande, tale da annullare la libertà nella sua consapevolezza.

Il coraggio si essere liberi è il primo testo che leggo di Vito Mancuso.
Nutrivo grandi aspettative che non sono state soddisfatte al 100%. I contenuti sono spiegati con il metodo dell'analisi prima e delle conclusioni poi; la lettura è abbastanza pesante e in alcune parti complessa.
Il tema trattato non è dei più facili e l'abilità di Mancuso sta nel non perdersi in discussioni filosofiche, ma cerca di individuare un'idea di libertà ragionevole e condivisibile. Questo però non fa del testo una vera novità: alcune teorie e pensieri sono abbastanza scontati, quasi cercasse di soddisfare l'opinione di tutti.
Non è un libro facile, questo è poco ma sicuro, ma non mi sento nemmeno di scusarlo perchè è un saggio, ci sono saggi che trattano temi altrettanto complessi ma con un lessico e una scrittura molto più alla portata di tutti.

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