Galileo e Harry Potter (M. Ciardi)

By Pagine e Parole - gennaio 29, 2018

Il fatto che si possa pensare a una cosa come possibile non la rende per questo probabile, né dimostra automaticamente la sua esistenza.



Autore: Marco Ciardi
Titolo: Galileo & Harry Potter. La magia può aiutare la scienza?
Editore: Carocci Editore (ottobre 2014)
Prezzo: 13.00 € (copertina flessibile); 8.64 € (formato kindle)
N° pagine: 131

Che sia ben chiaro sin da subito: Marco Ciardi sta dalla parte della scienza, per il semplice motivo che è "lo strumento migliore che fino ad oggi la specie umana ha prodotto per conoscere la realtà che la circonda", ma sta anche dalla parte di Harry Potter, perchè senza fantasia non ci sarebbe scienza.

Galileo, padre della rivoluzione astronomica, era un grande amante di letteratura, poesia e arte, passioni che, con molta probabilità, gli permisero di sviluppare quell'immaginazione che gli sarebbe stata tanto utile per i suoi scopi. 
Si doveva andare oltre il senso comune e l'unico modo per farlo era con un briciolo di creatività. 
Galilei però sapeva bene che nella scienza è necessario occuparsi di ciò che realmente esiste.

Da quando è nata la scienza moderna ha sempre dovuto confrontarsi con le rivelazioni di maghi, profeti e visionari. Questo non deve stupirci troppo: per conoscere la verità risulta più affascinante fare affidamento sull'illuminazione facile e istantanea rispetto al metodo scientifico, che sebbene sia alla portata di tutti, deve essere appreso per gradi, con studi, sacrifici e tanta pazienza, che non sempre dà luogo a esiti felici.
In Harry Potter le profezie esistono e sono uno dei motivi per la quale le sue avventure sono tanto belle, ma nella realtà i fatti devono essere verificati. Sia chiaro che "la scienza non scarta certe convinzioni perchè sembrano eccentriche, ma perchè sono state controllate sperimentalmente e si sono dimostrate ipotesi carenti". 
Le superstizioni, le credenze e tutte quelle teorie un po' balzane hanno sempre fatto parte della storia dell'uomo e non sono scomparse neanche quando ha fatto la sua comparsa la scienza moderna. Questo perchè "la credenza nel valore delle verità scientifiche non deriva dalla natura, ma è lo specifico prodotto di determinate culture". La logica e la scienza non bastano per far tacere il ciarlatano e per quanto le prove scientifiche siano chiare, non riusciranno mai a convincere chi non è disposto a credere nella loro verità. 

E qui arriviamo al punto fondamentale: da sempre esistono due culture, una scientifica e una umanistica. Questa divisione ha portato e tutt'ora porta a insegnare la scienza senza la sua storia, un errore che ne distorce il significato e i valori, portando a non capire bene i procedimenti e quindi a considerarli come una magia. Secondo Ciardi "per sviluppare la razionalità non basta semplicemente promuovere e diffondere l'istruzione scientifica [...], ma è necessario trasmettere i valori che stanno alla base della scienza". Si deve insegnare la storia della scienza: far capire quali sono stati i problemi a cui una teoria ha tentato di rispondere faciliterebbe l'acquisizione della nozione tecnica. 

"L'immaginazione e la fantasia sono indispensabili per il lavoro dello scienziato, ma non possono certo stabilire da sole ciò che è vero e ciò che è falso. Per fare questo bisogna attenersi alle regole e ai valori basilari del metodo scientifico".

È possibile leggere Harry Potter o Il Signore degli Anelli e contemporaneamente amare e capire la scienza. Probabilmente leggendo fiabe, testi fantasy o fantascientifici, si diventa scienziati migliori, perchè lo sviluppo della capacità creativa è alla base della scienza moderna. 
Ma non bisogna dimenticare che la tendenza a vedere le cose in modo magico è legata alla natura dell'uomo e non va ridicolizzata, perchè rappresenta una prima forma di avvicinamento alla comprensione del mondo.


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