La macchina del tempo (H. G. Wells)

By Pagine e Parole - febbraio 12, 2018

Può darsi che si sia diretto in un'età in cui gli uomini sono ancora uomini, ma gli enigmi della nostra epoca e sui suoi penosi problemi sono risolti?


Autore: Herbert George Wells
Titolo: La macchina del tempo
Editore: Einaudi (2017) 
N° pagine: 134
Prezzo: 17.00 €

Esistono quattro dimensioni, tre sono piani dello spazio (lunghezza, larghezza e altezza) e la quarta è il tempo.
Nel tempo si consumano le nostre esistenze, ma non possiamo muoverci liberamente in questa dimensione perchè non possiamo allontanarci dal momento presente. Almeno così potrebbe sembrare.
Ma il Viaggiatore del Tempo non è d'accordo! Lui sa come fare a spostarsi liberamente avanti e indietro grazie a un congegno inventato da lui.
Una macchina del tempo con la quale riesce a raggiungere l'anno 802 701.
Vi trova un mondo diviso in due razze umane: gli Eloj, creature infantili, gentili, fragili e pacifiche che conducono una vita di distrazioni. Dall'altra parte ci sono i Morlock, mostruosi esseri che vivono nelle viscere della terra ed escono la notte per cibarsi delle carni degli Eloj.

Il Viaggiatore del Tempo è curioso di vedere le grandi opere del futuro, quello che però non si aspetta è che il futuro non è per forza florido.
È così convinto che l'umanità procederà verso un grande progresso da non prendere nemmeno in considerazione che forse l'uomo sarà l'artefice della sua rovina.

La macchina del tempo è un romanzo fantascientifico pubblicato per la prima volta nel 1895. È una delle prime storie a introdurre il concetto di viaggio nel tempo basato su un congegno meccanico ideato dall'uomo.

Con questo libro Wells ipotizza una "regressione zoologica": "se dalla scimmia è derivato l'uomo, si chiede, perchè non immaginare un'ulteriore evoluzione non in avanti ma all'indietro?".
Ipotizza la totale estinzione del genere umano e si getta in una profonda analisi sociale della società del suo tempo: "a un cambiamento delle condizioni segue di necessità un adattamento al cambiamento. [...] La difficoltà e la libertà: condizioni nelle quali l'intraprendente, il forte e l'astuto sopravvivono, il debole soccombe; condizioni che premiano la capacità di allearsi, l'autocontrollo, la pazienza, la risolutezza. [...] L'umanità era stata forte, energica, intelligente e aveva impiegato tutta la sia esuberante vitalità per modificare le condizioni in cui viveva; e adesso era arrivata la reazione a quel cambiamento. Nelle nuove condizioni di un perfetto benessere e di una perfetta forza, doveva diventare fiacchezza".
Traccia un parallelismo tra gli Eloj e la classe dirigente di età vittoriana, e i Morlock e gli operai della stessa epoca.

Wells ci regala un piccolo capolavoro di fantascienza, rendendo emozionante e appassionante un tema che potrebbe non essere così semplice.
È un testo che si legge volentieri e che consiglio a chi ama la fantascienza o ci si sta avvicinando. 

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