1984 (G. Orwell)

By Pagine e Parole - aprile 16, 2018

Potere vuol dire infliggere dolore e umiliazione. Potere vuol dire ridurre la mente altrui in pezzi che poi rimetteremo insieme nella forma che più ci parrà opportuna. 
Cominci a intravedere, adesso, il mondo che stiamo costruendo?


Autore: George Orwell
Titolo: 1984
Editore: Mondadori (2016)
Prezzo: 14.00 € (copertina flessibile); 7.99 € (formato kindle)
N° pagine: 437

Pubblicato nel 1949 (in Italia arriva nel 1950), 1984 ci presenta un mondo spaccato in tre grandi potenze, governate da regimi totalitari: Oceania, Eurasia ed Estasia. 
Nell'Oceania la società è controllata dal Partito, che basa il suo potere sul Socing (socialismo estremo), comandato dal Grande Fratello, un misterioso dittatore il cui viso compare ovunque e vede e sente tutto grazie ad appositi teleschermi installati in tutte le case. 
La storia è ambientata a Londra nel 1984. La città è sorvegliata dalla Psicopolizia, che ha il compito di controllare la vita dei cittadini affinché non commettano psicoreati, che si possono tradurre in qualsiasi cosa vada contro il regime. 
Winston Smith è un impiegato di 39 anni del Partito Esterno, incaricato di correggere i libri e i giornali già pubblicati, in modo da rendere vere le previsioni fatte dal Partito. 
Segretamente Winston non sopporta le condizioni imposte dal regime, non tollera il suo controllo totale e opprimente. 
La sua vita cambia quando incontra Julia, una ragazza di 26 anni, della quale si innamora, nonostante il regime vieti relazioni amorose che non abbiano altro scopo che la procreazione. 
Per evitare di essere scoperti i due trovano un rifugio in una stanza situata nei quartieri dei Prolet, la classe operaia. 
Qui Winston e Julia lotteranno per la loro umanità, decidendo di aderire a un'organizzazione clandestina di ribelli, detta la Confraternita, a cui O'Brien, un funzionario del Partito Interno, aderisce.
Egli consegna a Winston "Teoria e prassi del collettivismo oligarchico", il manifesto dell'organizzazione che espone ideologie antigovernative nei confronti del regime. 

La visione del mondo che lo informava negava, tacitamente, non solo la validità dell'esperienza, ma l'esistenza stessa della realtà esterna. Il senso comune costituiva l'eresia delle eresie. Ma la cosa terribile non era tanto il fatto che vi avrebbero uccisi se l'aveste pensata diversamente, ma che potevano avere ragione loro. In fin dei conti, come facciamo a sapere che due più due fa quattro? O che la forza di gravità esiste davvero? O che il passato è immutabile? Che cosa succede, se il passato e il mondo esterno esistono solo nella vostra mente e la vostra mente è sotto controllo?

Ho aspettato un po' a recensire questo libro, dovevo metabolizzarlo. 
La prima volta che l'ho preso in mano e ho iniziato a leggerlo avevo 16 anni. Mi era stato imposto da una professoressa che credeva veramente che il mio interesse potesse essere smosso. Al tempo non lo aveva apprezzato. 10 anni dopo l'ho ripreso e mi sono resa conto di quanto non capissi niente a quell'età. 

Il senso di soffocamento cresce pagina dopo pagina. 
Solo l'idea che tutto può essere modificato è sconcertante: il passato non esiste!
Una delle grandi certezze che abbiamo può essere cancellata e riscritta. Quello che è stato e che per forza di cose non può cambiare, perchè è già successo, viene manipolato e nessuno può dire o fare niente a riguardo. 
Orwell crea così il bipensiero, un modo di pensare e di ragionare che si basa sulla capacità di negare l'evidenza, che per forza di cose porta all'incapacità di distinguere il vero dal falso. 

Tutto svanisce nella nebbia. Il passato veniva cancellato, la cancellazione dimenticata, e la menzogna diventava verità.

L'attacco al Socialismo è evidente e se nel Grande Fratello possiamo ritrovare le fattezze di Stalin, l'opera non è un attacco solo a quel determinato pensiero politico, ma ad ogni forma di regime totalitario, che si prefissa l'obiettivo di reprimere le libertà individuali per perseguire una sorta di benessere collettivo, ma che in realtà cova il desiderio di un potere assoluto. 
Winston (e noi con lui), prova un costante senso di nostalgia e disagio, perchè avverte la sua realtà come qualcosa di inumano. Non ha però nessun metro di paragone su cui basarsi dato che ha sempre vissuto sotto la stretta del partito e non conosce quella società migliore che può spingere a cambiare le cose. Nonostante questo sa che tutti quei valori e quei principi imposti dalla politica non appartengono alla natura dell'uomo. 

Dovete vivere (e di fatto vivete, in virtù di quell'abitudine che diventa istinto) presupponendo che qualsiasi rumore da voi prodotto venisse ascoltato e qualsiasi movimento - che non fosse al buio - attentamente scrutato. 

1984 è stato definito da molti il romanzo dispotico per eccellenza, che ci getta senza troppo garbo in un mondo assurdo, allucinante e terrificante da quanto è reale. 
Orwell ha anticipato un grande problema della nostra società: la capacità dei mezzi di comunicazione di manipolare. Il nostro Grande Fratello non è un teleschermo speciale montato in casa, ma uno smartphone, con applicazione come Instagram o Facebook. 
Mi rendo conto che è una riflessione un po' estrema e che rasenta il complottismo da quattro soldi, ma questo testo non può non portare a ragionare su certe cose. 
E se è indubbio che ha fatto la storia della letteratura, è altrettanto certo che dopo quasi 70 anni è ancora molto attuale. È per questo motivo che lo ritengo un libro necessario!


















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